Rapporto di Human Rights Watch documenta 18 casi (9 da forze ucraine e paramilitari, 9 da separatisti) di detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate e torture nell'Ucraina orientale tra 2014 e 2016. Le vittime hanno subito detenzioni incommunicado prolungate senza accuse formali, tortura e maltrattamenti, e negazione di cure mediche. Molte detenzioni erano legate a scambi di prigionieri sotto gli accordi di Minsk II (febbraio 2015), sollevando preoccupazioni sulla presa di ostaggi. Entrambe le parti hanno violato il diritto umanitario internazionale e standard sui diritti umani. Casi documentati includono: Kostyantyn Beskorovaynyi (59 anni, dentista) rapito il 27 novembre 2014, torturato presso strutture SBU a Kramatorsk e detenuto per quasi 15 mesi prima del rilascio nel febbraio 2016; Artem (attivista pro-separatista) detenuto il 28 gennaio 2015, torturato con scosse elettriche e waterboarding presso base del battaglione Azov, poi trasferito a strutture SBU per 11 mesi; Vadim (39 anni, agente immobiliare) detenuto il 9 aprile 2015, torturato con scosse elettriche, ustioni e dita rotte presso base del Settore Destro, poi 6 settimane presso SBU. I metodi di tortura includevano pestaggi, scosse elettriche, ustioni con sigarette, minacce di stupro ed esecuzione. I detenuti erano tenuti senza accesso ad avvocati o famiglie, con cibo e cure mediche inadeguate.