Nel dicembre 2025, l’Unione Europea approva una misura che rende a tempo indeterminato il congelamento degli asset sovrani russi detenuti nelle giurisdizioni europee, ponendo fine al sistema di rinnovi periodici delle sanzioni.

La decisione riguarda circa 210 miliardi di euro di riserve russe, in gran parte depositate presso istituzioni finanziarie europee.

Una decisione adottata a maggioranza

Il provvedimento viene adottato tramite votazione urgente a maggioranza qualificata, superando il meccanismo dell’unanimità che fino ad allora aveva reso necessario il rinnovo semestrale delle misure restrittive.

Negli anni precedenti, il rinnovo delle sanzioni era stato più volte messo a rischio da minacce di veto da parte di singoli Stati membri, creando incertezza giuridica e politica sulla continuità del congelamento.

La scelta della maggioranza qualificata mira a:
- evitare blocchi ricorrenti
- garantire stabilità normativa
- rendere il congelamento strutturalmente permanente

Congelamento permanente, non confisca

La misura non equivale a una confisca formale degli asset:
- la proprietà giuridica resta alla Federazione Russa
- le riserve rimangono indisponibili ma non trasferite
- l’uso del capitale resta oggetto di dibattito politico e giuridico

L’UE aveva già stabilito di destinare gli interessi maturati sugli asset congelati al sostegno finanziario dell’Ucraina.

Significato giuridico e geopolitico

Il congelamento permanente costituisce un precedente storico:
- per la prima volta riserve sovrane vengono bloccate senza una scadenza definita
- le sanzioni diventano uno stato normativo stabile
- il sistema finanziario europeo assume una dimensione apertamente politica

La decisione contribuisce a ridefinire il concetto di sicurezza delle riserve valutarie detenute all’estero, con potenziali effetti di lungo periodo sull’ordine finanziario internazionale.